2011
Feb 
24

LE BALLON VERT DE PARIS

Filed under: Uncategorized — admin @ 6:19 pm  

Le Ballon Vert de Paris from Stefano Odoardi on Vimeo.

This video has no sound.

2011
Feb 
18

MANCANZA

Filed under: Cinema — admin @ 9:32 pm  

2011
Feb 
5

H. project brochure

Filed under: Art — admin @ 8:42 am  

Feel free to contact me if you are interested.

2011
Feb 
3

CAOS (Centro Arti Opificio Siri), Terni, Italy

Filed under: Cinema — admin @ 9:47 pm  

www.caos.museum

Caos has screened ‘Tunnel Vision’ in its cinema from the 14 till the 18 January. For this occasion the italian film critic and intellectual Roberto Silvestri wrote, in the italian national newspaper ‘Il Manifesto’, some relevant words about the film (sorry, only in italian):

L’oblio, l’occhio del falco e la discarica
TUNNEL VISION DI STEFANO ODOARDI, CON SANNEKE BOS E SERGE PRICE, ITALIA 2010
I film indipendenti, fuori schema, condannati a non essere mai presi in considerazione per un prime time tv, bisogna andarseli a cercare, non si trovano nel cinema sotto casa, ma nei festival o nella sale più coraggiose. Così, da oggi, per ora solo in un cinema del circuito Microcinema che si trova all’interno del Caos-Museum di Terni (Centro Arti Opificio Siri, Via Campofregoso 98), è in visione uno dei migliori lungometraggi italiani e «italieni» dell’anno, finalmente in distribuzione mirata. Si intitola Tunnel vision, è il lingua olandese, con sottotitoli italiani, ed è diretto da un cineasta e artista italiano che vive e lavora da anni a Amsterdam e che Rotterdam ha invitato per la sua opera prima, l’acido road movie sbilenco Una ballata bianca.
Il film, un’altra opera di produzione olandese, racconta con le immagini almeno quanto con le parole (e non è facile trovare questa «doppia articolazione» estetica in un nostro film, anzi si diffida sempre delle opera a immagine «anarchica», vedi Io sono l’amore) la storia di Mira, una giovane e introversa ventenne che lavora in una discarica dei Paesi Bassi delle periferie estreme (ci sono anche in nord Europa, funzionano, e l’atmosfera sembra altrettanto sinistra) ed è addestratrice di falchi. Anche perché ha la responsabilità di tenere i gabbiani che svolazzano sull’immondizia sotto controllo. Ritrovato un giorno il corpo di un bambino appena nato nella discarica, la polizia indaga. I colleghi lavoratori (debosciati? scandalizzati?) della discarica hanno più di un sospetto che sia proprio di Mira quel bambino trovato senza occhi…. E si intuisce subito che è proprio lei l’infanticida, entrata in un delirio psicofisico incontrollabile, certo dopo aver subito una violenza sessuale sul lavoro. Così proprio come il falco, uccello predatore per cui ciò che non vede non esiste, Odoardi parla trasversalmente di oblio e di negazione della realtà. Certo, più o meno tutti preferiscono non vedere certe cose, o vedere solo ciò che si vuole, negando il resto. In fondo il cinema ha proprio il compito maieutico di far aprire gli occhi, è un design che trascina l’occhio proprio lì dove non vorrebbe.
Roberto Silvestri, 14/01/11